Mark up: cos’è e come si calcola

del 15/10/2020  (ultima revisione 25/02/2021)

Mark up: cos’è e come si calcola

In tema di marketing e di economia si parla spesso di mark up pricing. Con il termine Mark Up definiamo una delle più diffuse e utilizzate (spesso inconsciamente) tecniche per la definizione del prezzo di vendita finale del prodotto. Questa tecnica di pricing, in virtù della sua semplicità e intuitività, è infatti una delle più utilizzate per definire i prezzi nella vendita al dettaglio.

Mark up: facciamo chiarezza

  1. Che cosa sono le tecniche di Mark Up? A cosa serve il Mark Up?
  2. Differenze tra mark up e margine
  3. Come calcolare il prezzo finale di un prodotto o servizio?

Che cosa sono le tecniche di pricing? A cosa serve il mark up?

Il mark up è un indicatore economico che viene applicato al costo di produzione e al costo di distribuzione di un prodotto o di un servizio. Viene utilizzato per calcolare al meglio il corretto prezzo di vendita prendendo in considerazione costi unitari fissi, costi variabili e margine di profitto atteso.

Nella vendita al dettaglio l’applicazione del Mark Up generalmente si esplica, quasi intuitivamente, aumentando di una percentuale x, chiamata per l’appunto ricarico o mark up, il costo finale del prodotto. Per fare un esempio pratico da manuale di scuola. Un commerciante che acquista un litro di latte al prezzo di 0,85 centesimi di euro e aggiunge un 15 per cento sul prezzo di vendita (0,127 cent di euro) applicherà un mark up percentuale del 15%,

Anche se facile e intuitivo calcolare il corretto mark up è una delle attività più importanti quando si decide di avviare una nuova avventura commerciale. Il markup darà infatti un quadro attendibile sulle possibilità che la tua azienda copra tutti i costi e possa realizzare un profitto.

Differenze tra mark up e margine

Margine e markup sono due termini strettamente correlati ma che spesso vengono confusi. Sia il concetto di margine sia il concetto di mark up sono correlati al prezzo dei prodotti venduti.

  • Con il termine di Margine definiamo la percentuale del prezzo di vendita che deve essere considerata come profitto.

Il margine di solito si riferisce al profitto lordo, che è il ricavo meno il costo delle merci vendute. Ad esempio, se un’azienda guadagna 3.000 euro di entrate e il costo per raggiungere questo obiettivo è 1.000 euro, l’utile lordo sarà di 2.000 euro. Il margine di profitto lordo quindi sarà del 66,6% o (3.000 euro di entrate – 1.000 euro di costi) / 3.000 euro di entrate.

  • Il Mark Up indica una specifica percentuale che si aggiunge al costo di un articolo per poter ottenere il prezzo di vendita corretto. Il markup è l’importo percentuale in base al quale il costo di un prodotto viene aumentato per arrivare al prezzo di vendita corretto.

Il markup può quindi essere definito come il prezzo al dettaglio di un prodotto meno il suo costo. Se utilizziamo lo stesso esempio che abbiamo utilizzato per definire il concetto di margine noteremo che il markup è lo stesso dell’utile lordo (o 2.000 euro), perché le entrate erano 3.000 euro e i costi 1.000 euro. Tuttavia, la percentuale di markup verrà mostrata come percentuale dei costi, anziché come percentuale delle entrate. Utilizzando gli stessi numeri appena riportati, la percentuale di markup sarà quindi del 200% (3.000 euro di entrate – 1.000 euro di costi) / 1.000 euro di costi.

Margine e MarkUp sono concetti fondamentali nella vita di un’azienda commerciale. In particolare, come abbiamo visto, il settore della vendita al dettaglio è legato a doppio filo al concetto di mark up per definire il prezzo adeguato ai prodotti e ai servizi messi in vendita.

Se gli articoli saranno venduti con un prezzo troppo basso e quindi con poco mark up, la società non potrà sicuramente ottenere un margine di profitto interessante, d’altro canto, un mark up mal calcolato con un margine eccessivo potrebbe allontanare i clienti e impedirci di completare la conversione.

Come calcolare il prezzo finale di un prodotto o servizio?

Calcolare il corretto prezzo di vendita è, anche se in pochi lo ammettono, un problema comune. Uno di quelli che spesso non ci fa dormire la notte. Calcolare il prezzo, il pricing è un’attività decisiva nella vita di un business aziendale di successo. Un prezzo giusto incide sul flusso di cassa, sui margini di profitto e sulla possibilità di investire in futuro.

Calcolare il corretto prezzo di prodotto, semplificando, può essere effettuato seguendo tre semplici passaggi.

  • 1. Calcola e inserisci in una tabella i costi variabili necessari per immettere ogni unità di prodotto sul mercato. Il costo per immettere un prodotto in vendita è dato dalla somma del costo di reperimento del prodotto (se svolgete attività di rivendita) o dal costo di produzione (se svolgete un’attività di produzione vera e propria), il costo di promozione, più il costo della vostra tariffa oraria.
  • 2. Aggiungete un margine di profitto al costo ottenuto con il passaggio precedente. Una volta calcolato l’importo totale dei costi variabili per ogni singolo prodotto possiamo calcolare il margine di profitto da applicare al prezzo di vendita. Per calcolare il prezzo di vendita è sufficiente dividere per 1 meno il margine di profitto desiderato (ipotizziamo un mark up del 20 per cento) i costi variabili necessari per immettere ogni unità di prodotto sul mercato
  • 3. Aggiungi i costi fissi. L’ultimo passaggio da seguire è quello di aggiungere al prezzo ottenuto nel passaggio precedente i costi fissi di impresa. Questi sono costi che rimangono invariati sia che si vendano 1000 articoli sia che se ne venda uno solo.

Una volta completati questi passaggi sarà possibile avere un corretto prezzo di vendita finale che tenga conto di tutti i costi che devono essere affrontati nel processo di vendita.

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Ho intrapreso la libero professione nel lontano 1996 nell’ambito delle visure ipotecarie e catastali per conto dei principali gruppi bancari e degli enti di riscossione pubblica. Contestualmente, per conto di enti religiosi ed ecclesiastici, ho curato la gestione dei loro patrimoni immobiliari: dal check immobiliare, allo studio di fattibilità fino alla riqualificazione e messa a reddito. Nel 2019 ho ideato VisureNetwork®, la prima piattaforma di affiliazioni in modalità white label nel settore delle informazioni commerciali. Seguo con attenzione gli scenari del mercato immobiliare e l’impatto che le innovazioni digitali avranno nell’attività economica delle imprese.

5 commenti per "Mark up: cos’è e come si calcola"

  • Luca ha detto:

    Buongiorno. Gli esempi riportati si contraddicono.
    Nell’esempio del latte il mark up è del 17.65%.
    Almeno credo.

  • Filippo ha detto:

    Buongiorno scusate ma non riesco a capire la formula da applicare su gli ultimi due punti alla fine dell’articolo è possibile riavere un esempio ? punto 2 e 3 !
    Grazie mille.

    • Paolo Baita ha detto:

      Buongiorno Filippo, il prezzo di vendita si ottiene dividendo l’ammontare dei costi variabili per 1 meno il margine di profitto desiderato. Per spiegarci meglio con un esempio, ipotizziamo che:
      costi variabili = 80 euro
      margine di profitto = 20 % (che espresso in decimali è pari a 0.2)
      Prezzo di vendita = costi variabili / (1 – margine di profitto) = 80 / (1 – 0.2) = 100 euro
      Al valore così ottenuto potrebbe poi aggiungere i costi fissi, quelli che rimangono invariati a prescindere dal numero di prodotti venduti, nel modo che riterrà più opportuno per garantire la loro copertura. Cordiali saluti.

  • Cosimo saporito ha detto:

    Semplicemente: margine = ( pv- pa )/ pv, Mark up = ( pv – pa )/ pa.

    Pv. Prezzo di vendita
    Pa. Prezzo di acquisto ( costo )

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