Franchising per recupero crediti: definizione, caratteristiche e modalità

del 10/11/2020  (ultima revisione 16/12/2020)

Franchising per recupero crediti: definizione, caratteristiche e modalità

Quando un’azienda vuole aumentare la sua quota di mercato o la sua presenza geografica, può concedere in franchising il proprio prodotto e il proprio marchio. Una strategia di franchising per recupero crediti è una joint venture tra franchisor e franchisee. Il franchisor è l’attività originale che cede il diritto di usare il suo nome e la sua idea. Il franchisee acquisisce questo diritto per vendere i beni o servizi del franchisor in base a un modello di business ed un marchio affermati.

Le affiliazioni commerciali sono un modo popolare e facile, che gli imprenditori possono sfruttare per avviare un’impresa, soprattutto quando entrano in un settore nuovo o altamente competitivo, un esempio tipico è quello del recupero crediti stragiudiziale e legale.

Il grande vantaggio per avviare un impresa in franchising è che, grazie a questa strategia, si ottiene la possibilità di utilizzare il marchio e il brand di un’azienda già affermata. Per questo chi sceglie il franchising non dovrà spendere risorse per far conoscere il proprio proprio brand e il proprio prodotto.

Franchising recupero crediti: a chi è rivolto

La crisi economica che affligge le imprese si è ulteriormente aggravata nel corso del 2020. Il lockdown causato dallo stato di emergenza sanitaria ha infatti determinato la chiusura di numerose attività economiche. In questa situazione, il recupero dei crediti è ancora più vitale per le imprese. Lo stato di insolvenza di numerosi clienti ed il recupero degli insoluti assorbono energie, tempi e risorse che le aziende devono dedicare alle attività di sviluppo e crescita.

Il target di clientela al quale offrire i servizi di informazioni commerciali e recupero crediti è dato da imprese e liberi professionisti. Le figure di supporto e di interazione sono gli studi legali con i quali relazionarsi per le azioni di recupero crediti legale. Certamente, l’attività non può prescindere da una conoscenza di quelli che sono i dati e le informazioni che possono essere estratte dalle banche dati pubbliche (Catasto, Conservatoria e Camera di Commercio) che dovranno essere integrati con le informazioni commerciali investigate. La figura professionale che emerge è un consulente professionale che assiste l’impresa ed affianca il credit manager per offrire strumenti utili alla prevenzione del rischio di insolvenza ed al recupero dei crediti.

Breve storia del franchising

Il modello di business ha una storia quasi leggendaria che nasce negli Stati Uniti. Il concetto risale alla metà del XIX secolo, quando due società – la McCormick Harvesting Machine Company e la I.M. Singer Company – svilupparono sistemi di organizzazione, marketing e distribuzione riconosciuti come i precursori del franchising. Queste nuove strutture aziendali sono state sviluppate in risposta alla produzione ad alto volume e hanno permesso a McCormick e Singer di vendere i loro mietitori e macchine da cucire a un mercato interno in espansione.

I primi franchising di cibo e ospitalità furono invece sviluppati negli anni ’20 e ’30. A&W Root Beer ha lanciato le operazioni in affiliazione commerciale nel 1925. Howard Johnson Restaurants ha aperto il suo primo punto vendita nel 1935, espandendosi rapidamente e aprendo la strada alle catene di ristoranti e ai franchising che definiscono l’industria americana dei fast-food fino ad oggi.

In questo momento, nei soli Stati Uniti, esistono più di 785.000 aziende commerciali aperte in franchising, un oceano di imprenditorialità che contribuisce per quasi 500 miliardi di dollari all’economia.

I principali aspetti di un contratto di franchising recupero crediti

I contratti di franchising devono essere strutturati con una formula vincente per entrambe le parti. Il presupposto di base del franchising è che il franchisee, intraprendendo una nuova attività, ottenga dei risultati economici in linea con le prospettive indicate dal franchisor. Infatti, il franchising è un’attività in cui il franchisor concede in licenza le sue operazioni, i suoi prodotti, il marchio e la sua conoscenza in cambio di un corrispettivo. Pertanto, il franchisee deve essere messo in condizione di recuperare entro un periodo certo l’investimento iniziale, raggiungere il break even e conseguire quindi un utile di impresa.

Come? Sono 4 gli elementi principali.

Manuale operativo
Il manuale operativo deve essere predisposto dal franchisor e deve dettagliare in modo sistematico le procedure, le metodologie e il format che dovrà essere attuato. Il manuale costituisce la linea guida del franchisee per tutta la durata del contratto di franchising.

Business plan
La stesura del business plan è la prima condizione per un franchising di successo. Si procede con lo studio di geo marketing del mercato di riferimento per individuare i potenziali clienti rispetto alla zona di operatività. Il business plan viene predisposto con un orizzonte temporale di 3 anni ed individua le voci di costo ed i centri di ricavo sui quali costruire l’attività.

Formazione e affiancamento
Uno dei requisiti del contratto di franchising è l’assenza di un’esperienza precedente nel settore. Il franchisor deve garantire al franchisee una adeguata formazione con professionisti qualificati, strumenti, dispense e verifiche dell’apprendimento. La attività di affiancamento in loco consentirà di applicare le conoscenze nella attività professionale.

Strategia di marketing
Il piano strategico marketing viene predisposto dal franchisor di concerto con il franchisee. Insieme, vengono definite le azioni, il target e gli strumenti da adottare sia nella fase di lancio sia nella fase di sviluppo dell’attività.

Quanto costa aprire un franchising per recupero crediti

I costi variano per ogni franchisor in relazione al modello di business. In genere, un contratto di franchising include tre diverse categorie di costi:

  • il franchisee acquisisce i diritti controllati, o il marchio, dal franchisor sotto forma di una fee o commissione anticipata;
  • il franchisor riceve un pagamento per fornire formazione, attrezzature o servizi di consulenza aziendale;
  • il franchisor riceve royalty in corso o una percentuale sulle vendite future.

La presenza di queste voci di costo denota la validità o meno del programma di franchising.

Il pagamento di una fee di ingresso deve contestualmente prevedere una serie di attività che verranno poste in essere dal franchisor. Nel costo della fee di ingresso rientrano sia la stesura del business plan sia la consegna del manuale operativo. Arredi e corredi, attrezzature informatiche, corporate identity, formazione sono voci di costo che devono essere dettagliate e documentate con precisione nel contratto di franchising. Infine, il pagamento della royalty è fondamentale per un franchising di successo. Tutta la struttura del franchising si fonda sulle royalty, grazie alle quali il franchisor investe per le azioni di marketing a beneficio di tutti i franchisee.

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    Ho intrapreso la libero professione nel lontano 1996 nell’ambito delle visure ipotecarie e catastali per conto dei principali gruppi bancari e degli enti di riscossione pubblica. Contestualmente, per conto di enti religiosi ed ecclesiastici, ho curato la gestione dei loro patrimoni immobiliari: dal check immobiliare, allo studio di fattibilità fino alla riqualificazione e messa a reddito. Nel 2019 ho ideato VisureNetwork®, la prima piattaforma di affiliazioni in modalità white label nel settore delle informazioni commerciali. Seguo con attenzione gli scenari del mercato immobiliare e l’impatto che le innovazioni digitali avranno nell’attività economica delle imprese.

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