Qual è la categoria catastale della cantina?

del 22/06/2022

Qual è la categoria catastale della cantina?

Non sono pochi i lettori del nostro blog che richiedono maggiori delucidazioni in merito alla categoria catastale della cantina. In risposta ai loro quesiti più frequenti, facciamo chiarezza su questo tema riportando anche le ultimi disposizioni in vigore.

INDICE:

  1. A cosa servono le categorie catastali?
  2. Che categoria catastale ha la cantina?
  3. Come è cambiato l’accatastamento delle cantine nel 2016?
  4. Le disposizioni in vigore da luglio 2020
  5. Come scoprire la categoria catastale di una cantina?
  6. Come rivendere il servizio di visure online?

A cosa servono le categorie catastali?

Le categorie catastali sono rappresentate da simboli, composti da una lettera, utilizzati per classificare gli immobili e attribuire loro una rendita catastale. Poiché riunisce al suo interno degli immobili con caratteristiche similari, la categoria è il risultato dell’analisi delle qualità di un immobile in base alle sue caratteristiche strutturali, costruttive e d’uso. Ogni categoria è formata a sua volta sottocategorie contraddistinte dalla lettera della categoria di appartenenza seguita da un numero.

Nel nostro ordinamento le categorie catastali sono in tutto sei e ognuna è contraddistinta da una lettera che va dalla A alla F. La prima categoria A, ad esempio, raggruppa diversi tipi di abitazione: signorile, civile, economica e così via.

Che categoria catastale ha la cantina?

Sia soffitte che cantine fanno parte della categoria catastale C2, che indica le pertinenze che possono a loro volta essere legate a un immobile. Non si può parlare dell’accatastamento C2, inoltre, senza fare riferimento alla Circolare n.2/E del 1/02/16 che ha indicato alcune specifiche che riguardano e interessano soprattutto le cantine.

La circolare evidenzia che, nelle nuove costruzioni, le cantine, i depositi e le autorimesse presenti in complessi ospitanti con un accesso da corte esclusiva o strada sono unità immobiliari a sé stanti e prevedono un accatastamento C2 in caso di magazzini e locali di deposito, e in classe C6 per le autorimesse, stalle o scuderie.

Se invece le cantine o i locali deposito sono direttamente comunicanti con le abitazioni si considerano come pertinenze delle abitazioni e pertanto fanno parte della consistenza delle unità immobiliari alle quali sono correlate.

Come è cambiato l’accatastamento delle cantine nel 2016?

Prima della normativa le cantine e i sottotetti correlati ad una unità immobiliare erano inseriti nella planimetria e valutati come vani accessori. Così facendo, l’incidenza della cantina o della soffitta era minima. Per le nuove costruzioni, invece, la situazione è cambiata in quanto non possono accorpare all’unità immobiliare cantine e soffitte che abbiano un ingresso indipendente e svincolato dall’abitazione. In questo specifico caso dunque è obbligatorio creare un subalterno per ogni cantina e soffitta con ingresso autonomo con un accatastamento C2. È probabile, tra l’altro, che la rendita aumenti poiché la consistenza è calcolata in base ai metri quadri.

Le disposizioni in vigore da luglio 2020

Dal 1 luglio 2020 è entrata in vigore una nuova disposizione in base alla quale le cantine e i locali di deposito con ingresso autonomo da spazi condominiali o esterni devono essere accatastate in C/2 con una propria rendita catastale. In questo modo, saranno possibili la vendita o l’affitto separato.

Si applica questa disposizione in caso di nuovo accatastamento, frazionamento catastale, fusione o variazione catastale dell’immobile al quale la cantina è pertinenziale. In questo caso bisogna sopprimere il subalterno che identificava la cantina e predisporne uno nuovo con un disegno autonomo. Di conseguenza, la cantina avrà una visura ed una planimetria specifiche. In caso di vendita o affitto, inoltre, anche l’attestato di prestazione energetica dell’immobile dovrà essere modificato.

Come scoprire la categoria catastale di una cantina?

Per conoscere questa informazione è possibile richiedere una visura catastale, sia se la ricerca viene eseguita sull’intestatario dell’immobile sia se è svolta con i dati catastali dello stesso. La visura catastale per immobile si esegue con una ricerca eseguita con i dati catastali dell’unità immobiliare. D’altra parte se l’indagine è svolta su un soggetto, si può scegliere una visura catastale per persona fisica e giuridica. Quest’ultima, infatti, consente di visionare quanto risulta al Catasto sugli immobili intestati ad una persona.

Come rivendere il servizio di visure online?

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    Ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e un Master in Digital Marketing. Attualmente ricopro il ruolo di Content Marketing Specialist presso VisureNetwork® e aiuto i lettori del suo blog a restare sempre aggiornati sulle novità in ambito di business, economico e commerciale.

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