Cambio di destinazione d’uso senza opere: quali sono i costi?

del 07/06/2022

Cambio di destinazione d’uso senza opere: quali sono i costi?

Il cambio di destinazione d’uso senza opere è un caso particolare della variazione di destinazione d’uso di un immobile. Ma in cosa consiste e come farne richiesta? Facciamo chiarezza nel nostro ultimo articolo.

INDICE:

  1. Cos’è la destinazione d’uso di un immobile?
  2. Come avviene il cambio di destinazione d’uso senza opere?
  3. Quali sono i costi del cambio di destinazione d’uso senza opere?
  4. Dove si può trovare la destinazione d’uso di un immobile?
  5. Come rivendere ai propri clienti le visure catastali?

Cos’è la destinazione d’uso di un immobile?

Con destinazione d’uso di un immobile si fa riferimento all’insieme delle finalità di utilizzo di un manufatto edilizio. Secondo la normativa (art. 23-ter Testo Unico Edilizia DPR 380/01) le categorie funzionali urbanistiche sono cinque:

  • residenziale
  • turistico/ricettiva
  • produttiva
  • commerciale
  • agricola

Il passaggio da una categoria funzionale all’altra può richiedere o meno la realizzazione di opere edilizie, e in quest’ultimo caso si parla di cambio di destinazione d’uso senza opere. Si tratta quindi del semplice cambiamento delle finalità di utilizzo del bene senza ricorrere a degli interventi di ristrutturazione edilizia.

Per fare un esempio concreto, nel cambio di destinazione d’uso tra abitazione privata e affittacamere, l’immobile non cambia categoria funzionale, che resta abitativa, ma solo finalità di utilizzo.

Come avviene il cambio di destinazione d’uso senza opere?

Chiariamo subito che l’assenza di opere edilizie non esclude la necessità di richiedere il permesso a costruire al Comune in cui il si trova il bene. La normativa, infatti, prevede che il cambio di destinazione d’uso (anche senza opere) si consideri come una ristrutturazione. Di conseguenza, quindi, sarà necessario presentare la richiesta di permesso a costruire e, in seguito, comunicare la variazione catastale all’Agenzia delle Entrate.

Quando si effettua un cambiamento di destinazione d’uso con o senza opere, infatti, si determina una variazione anche della rendita catastale. Per questo motivo bisogna presentare un’istanza di aggiornamento catastale per consentire la modifica dei dati registrati al Catasto.

L’unica eccezione alla regola sopra esposta è rappresentata dai casi di mutamento non rilevante, che rimangono all’interno della stessa categoria funzionale. In questo caso, pertanto, sarà sufficiente presentare il modello SCIA per i cambi di destinazione d’uso senza opere.

Quali sono i costi del cambio di destinazione d’uso senza opere?

I costi da sostenere per effettuare la variazione della destinazione d’uso riguardano diversi aspetti:

  • oneri di urbanizzazione dovuti al Comune,
  • imposte e tributi per la variazione catastale, 
  • compenso del tecnico abilitato.

Può fare richiesta del cambio di destinazione d’uso anche i proprietario dell’immobile oppure un tecnico qualificato che si occuperà di disbrigare le pratiche urbanistiche e catastali.

Dove si può trovare la destinazione d’uso di un immobile?

Per trovare l’informazione relativa alla destinazione d’uso di un immobile si può procedere in diversi modi:

  • richiedendo il certificato d’agibilità che specifica le utilizzazioni dell’immobile;
  • consultando una visura storica, richiedibile online su VisureItalia, per conoscere la storia dell’edificio dove si certifica la continuità dei trasferimenti che hanno riguardato l’immobile;
  • verificando l’archivio edilizio per accertare la liceità della destinazione.

Come rivendere ai propri clienti le visure catastali?

È possibile rivendere i servizi catastali, tra cui le visure, tramite l’affiliazione con VisureNetwork. Questa infatti consente agli Affiliati e ai loro clienti di accedere alle banche dati di CatastoConservatoria e Camera di Commercio. L’estrazione dei certificati è molto rapida, in quanto avviene in tempo reale con una consegna dei documenti in soli pochi secondi direttamente alla propria e-mail.

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    Ho intrapreso la libero professione nel lontano 1996 nell’ambito delle visure ipotecarie e catastali per conto dei principali gruppi bancari e degli enti di riscossione pubblica. Contestualmente, per conto di enti religiosi ed ecclesiastici, ho curato la gestione dei loro patrimoni immobiliari: dal check immobiliare, allo studio di fattibilità fino alla riqualificazione e messa a reddito. Nel 2019 ho ideato VisureNetwork®, la prima piattaforma di affiliazioni in modalità white label nel settore delle informazioni commerciali. Seguo con attenzione gli scenari del mercato immobiliare e l’impatto che le innovazioni digitali avranno nell’attività economica delle imprese.

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