Costi del cambio destinazione d’uso senza opere e procedure necessarie

Costi del cambio destinazione d’uso senza opere e procedure necessarie

Il cambio di destinazione d’uso senza opere è un caso particolare della variazione di destinazione d’uso di un immobile. Ma in cosa consiste e come farne richiesta? Facciamo chiarezza nel nostro ultimo articolo.

INDICE:

  1. Cos’è la destinazione d’uso di un immobile?
  2. Come avviene il cambio di destinazione d’uso senza opere?
  3. Quali sono i costi del cambio di destinazione d’uso senza opere?
  4. Dove si può trovare la destinazione d’uso di un immobile?
  5. Come rivendere ai propri clienti le visure catastali?

Cos’è la destinazione d’uso di un immobile?

Con destinazione d’uso di un immobile si fa riferimento all’insieme delle finalità di utilizzo di un manufatto edilizio. Secondo la normativa (art. 23-ter Testo Unico Edilizia DPR 380/01) le categorie funzionali urbanistiche sono cinque:

  • residenziale
  • turistico/ricettiva
  • produttiva
  • commerciale
  • agricola

Il passaggio da una categoria funzionale all’altra può richiedere o meno la realizzazione di opere edilizie, e in quest’ultimo caso si parla di cambio di destinazione d’uso senza opere. Si tratta quindi del semplice cambiamento delle finalità di utilizzo del bene senza ricorrere a degli interventi di ristrutturazione edilizia.

Per fare un esempio concreto, nel cambio di destinazione d’uso tra abitazione privata e affittacamere, l’immobile non cambia categoria funzionale, che resta abitativa, ma solo finalità di utilizzo.

Cambio di destinazione d’uso con opere

Il cambio di destinazione d’uso con opere si verifica quando un immobile viene modificato attraverso lavori di ristrutturazione o ampliamento, al fine di adattarlo a una nuova funzione. Questo tipo di cambio può riguardare, ad esempio, la trasformazione di un locale commerciale in una residenza, l’adeguamento di un edificio industriale per scopi commerciali o la conversione di un edificio storico in un museo.

Per effettuare un cambio di destinazione d’uso con opere, è necessario ottenere i permessi edilizi adeguati dalle autorità competenti. Solitamente, si richiede un progetto redatto da un professionista abilitato (architetto o ingegnere) che specifichi le modifiche da apportare e dimostri il rispetto delle normative edilizie e di sicurezza vigenti. Una volta ottenuta l’approvazione, i lavori possono essere eseguiti, e l’immobile dovrà poi essere sottoposto a una verifica finale per certificare la conformità alla nuova destinazione d’uso.

Cambio di destinazione d’uso senza opere

Il cambio di destinazione d’uso senza opere, invece, avviene quando si trasforma l’uso di un immobile senza apportare modifiche strutturali o edilizie significative. Ad esempio, questo può verificarsi quando si decide di trasformare una casa residenziale in un ufficio o un negozio. Tuttavia, è importante sapere che anche in queste situazioni, spesso sono richiesti permessi e autorizzazioni per regolarizzare la nuova destinazione d’uso.

Le normative e le procedure per il cambio di destinazione d’uso senza opere possono variare a seconda delle leggi locali e del piano urbanistico del comune in cui si trova l’immobile. In alcuni casi, è sufficiente presentare una semplice comunicazione di inizio attività, mentre in altri potrebbe essere necessario seguire un iter più complesso che coinvolge il parere di diverse commissioni.

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Procedura per il cambio di destinazione d’uso senza opere

Chiariamo subito che l’assenza di opere edilizie non esclude la necessità di richiedere il permesso a costruire al Comune in cui il si trova il bene. La normativa, infatti, prevede che il cambio di destinazione d’uso (anche senza opere) si consideri come una ristrutturazione. Di conseguenza, quindi, sarà necessario presentare la richiesta di permesso a costruire e, in seguito, comunicare la variazione catastale all’Agenzia delle Entrate.

Quando si effettua un mutamento di destinazione d’uso con o senza opere, infatti, si determina una variazione anche della rendita catastale. Per questo motivo bisogna presentare un’istanza di aggiornamento catastale per consentire la modifica dei dati registrati al Catasto.

L’unica eccezione alla regola sopra esposta è rappresentata dai casi di mutamento non rilevante, che rimangono all’interno della stessa categoria funzionale. In questo caso, pertanto, sarà sufficiente presentare il modello SCIA per i cambi di destinazione d’uso senza opere.

Cosa succede in caso di destinazione d’uso diversa da quella dichiarata?

Effettuare un cambio di destinazione d’uso senza ottenere le autorizzazioni necessarie può comportare delle conseguenze negative. Se le autorità accertano che l’immobile è stato utilizzato con una destinazione diversa da quella dichiarata, il proprietario potrebbe essere soggetto a sanzioni pecuniarie o al ripristino dello stato precedente a proprie spese. Inoltre, in alcuni casi, la destinazione d’uso illegittima potrebbe essere annullata, con la possibilità che l’immobile debba tornare alla destinazione originaria, comportando la perdita dell’investimento fatto per il cambio di destinazione.

Quali sono i costi del cambio di destinazione d’uso senza opere?

I costi da sostenere per effettuare la variazione della destinazione d’uso riguardano diversi aspetti:

Può fare richiesta del cambio di destinazione d’uso anche il proprietario dell’immobile oppure un tecnico qualificato che si occuperà di disbrigare le pratiche urbanistiche e catastali.

Chi può richiedere il cambio di destinazione d’uso?

In generale, chiunque sia proprietario di un immobile può richiedere un cambio di destinazione d’uso, ma è importante rispettare le normative locali e seguire le procedure indicate dalle autorità competenti. È infatti fondamentale ottenere i permessi e le autorizzazioni necessarie prima di apportare qualsiasi modifica o iniziare ad utilizzare l’immobile per una nuova destinazione.

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Dove si può trovare la destinazione d’uso di un immobile?

Per trovare l’informazione relativa alla destinazione d’uso di un immobile si può procedere in diversi modi:

  • richiedendo il certificato d’agibilità che specifica le utilizzazioni dell’immobile;
  • consultando una visura storica, richiedibile online su VisureItalia, per conoscere la storia dell’edificio dove si certifica la continuità dei trasferimenti che hanno riguardato l’immobile;
  • verificando l’archivio edilizio per accertare la liceità della destinazione.

Come rivendere ai propri clienti le visure catastali?

È possibile rivendere i servizi catastali, tra cui i diversi tipi di visure, tramite l’Affiliazione con VisureNetwork. Questa infatti consente agli Affiliati e ai loro clienti di accedere alle banche dati di CatastoConservatoria e Camera di Commercio. L’estrazione dei certificati è molto rapida, in quanto avviene in tempo reale con una consegna dei documenti in soli pochi secondi direttamente alla propria e-mail.

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Lavoro come visurista da oltre 20 anni presso gli Uffici di Pubblicità Immobiliare ed il Catasto. Mi occupo di approfondire tutte le nuove normative relative al Catasto e condividere le mie conoscenze per facilitare l’accesso alle banche dati pubbliche da parte dei lettori e Affiliati.

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