Andamento tassi di interesse: indici ai minimi storici

del 12/11/2020  (ultima revisione 09/12/2022)

Andamento tassi di interesse: indici ai minimi storici

Nell’attuale congiuntura socio-economica, con una emergenza sanitaria che sta impattando in maniera importante sul PIL europeo, la BCE porrà in essere ogni azione possibile per mantenere i tassi di interesse agli attuali livelli. La BCE, infatti, ha già annunciato che, se necessario, continuerà ad immettere liquidità nel sistema bancario in modo che gli istituti di credito possano concedere mutui e prestiti a tassi molto bassi.

Alla luce poi della raggiunta intesa da parte dei leader europei riguardo allo straordinario pacchetto di misure economiche per contrastare gli effetti della pandemia, è questo lo scenario che dovremo attenderci. In questo momento le proposte di mutuo delle banche sono interessanti come non mai, soprattutto per quel che riguarda i tassi fissi.

Euribor: indicizzazione mutui a tasso variabile e tassi di interesse.

Dai massimi di Luglio 2011 (1,60%), il tasso Euribor a 3 mesi ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% (Dicembre 2012), per attestarsi poco sopra lo 0,20% per tutto il 2013 e il 2014. Ha virato sottozero col mese di Maggio 2015 e dopo, a metà marzo 2020, ha registrato il suo minimo storico sfiorando -0,50%. L’ultima rilevazione, riferita a Settembre 2020, ha segnato un tasso del -0,49%.

Eurirs: indicizzazione mutui a tasso fisso e tassi di interesse.

Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, il tasso Eurirs a 25 anni è sceso a Giugno 2012 a quota 2,13% per poi tornare a crescere fino a 2,75% a Settembre 2013. Da allora ha iniziato una fase discendente di lungo periodo che si è accentuata a Luglio 2019. Ha toccato il minimo storico a Luglio 2020 segnando 0,04%. L’ultima rilevazione del mese di Settembre 2020 ha fatto registrare 0,06%, livello che permette oggi di trovare sul mercato mutui a tasso fisso che raramente abbiamo visto in precedenza.

Calcolo dell’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario

Stando alle dinamiche dei tassi di interesse di aprile 2020, si è calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni. La stima è riferita ad un immobile del valore di 160.000 euro, considerando un tasso del 1% sia per il tasso fisso che per il tasso variabile. Con un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata di 418 euro, circa 26 euro in più rispetto a quanto dovremmo sostenere se scegliessimo un mutuo a tasso variabile, in quanto la sua rata ammonta a 392 euro.

Questo chiaramente se i tassi rimanessero sempre agli attuali livelli, cosa che è difficilmente verificabile in un orizzonte temporale così lungo. Volendo optare per la situazione di maggior risparmio, ovvero quella del mutuo a tasso variabile, è fondamentale capire quanto il reddito del nucleo familiare sia in grado di sopportare eventuali aumenti di rata, sia in termini di capacità di rimborso sia in termini di sostenibilità del tenore di vita.

Previsioni

È chiaro che gli impatti dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus andranno ad influenzare il mercato del credito alla famiglia. Di contro la buona notizia è che ad oggi i tassi bancari legati alle operazioni di mutuo permetteranno di accedere ai finanziamenti per la casa a condizioni veramente vantaggiose.

Questo potrà agevolare non solo chi vuole acquistare una nuova abitazione, ma anche chi è interessato a sostituire il proprio finanziamento.

Fonte: Banca Centrale Europea

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